22 giugno 2018
Introduzione di Mons. Luigi Panighetti, Prevosto della Basilica
Si chiude questa fase in corso nel processo di Mons. Sonzini, come voi sapete nato nel secolo scorso. Le sue figlie spirituali, le Ancelle di San Giuseppe, ci avevano chiesto se era possibile traslare i resti di Mons. Sonzini dalla Casa Madre alla Basilica. Noi abbiamo accettato volentieri questa proposta e abbiamo individuato questo luogo che è a nostro parere fortemente simbolico; era il luogo dove Mons. Sonzini confessava, era il luogo di fronte alla Cappella dell’Addolorata, Addolorata alla quale Mons. Sonzini era particolarmente devoto. Sembrava che questo potesse essere il luogo nel quale le sue spoglie potessero attendere (lo speriamo tutti) davvero che si possa arrivare poi alla definitiva proclamazione della beatitudine.
Adesso facciamo una preghiera molto semplice.
Il Postulatore farà la benedizione del loculo e deporremmo lì i resti, fra qualche giorno potrebbe essere pronta la lapide con la quale chiuderemo definitivamente il loculo; lapide nella quale appunto in maniera molto sintetica si racconta della vita di Mons. Sonzini e si dà atto del giorno nel quale la traslazione è avvenuta: 22 giugno 2018.
La lapide chiuderà questo loculo, naturalmente come sapete dalle norme canoniche, la devozione deve essere solo privata, perché la chiesa non ha ancora riconosciuto nessun merito particolare…
quindi la devozione è privata, resta inteso che dovremmo sentirci tutti impegnati verso il racconto di lui e le immagini che la Congregazione vostra ha già predisposto a promuovere la preghiera a Dio perché davvero accolga la nostra richiesta di Beatificazione…
Io personalmente ritengo che la figura di Mons. Sonzini abbia un rilievo interessante sempre, ma forse in modo particolare per i nostri tempi. È stato uno dei preti Ambrosiani del 900 che si è posto seriamente il tema del come comunicare, del come comunicare la Fede, ma non solo la Fede, ma a partire dalla Fede comunicare dei giudizi di ciò che è accaduto e questo mi pare sia una cosa molto rilevante e indicativo anche per noi oggi in un contesto in cui abbiamo molto bisogno e di capire come dalla Fede possano scaturire nel rispetto e nella società nella quale siamo inseriti,… In questo sono pienamente convinto che Mons. Carlo ha sicuramente da insegnarci.
Con questo animo, con questi sentimenti adesso possiamo collocare i suoi resti in Basilica, non solo per il desiderio della Congregazione delle Ancelle ma davvero facciamo un gesto significativo anche per noi per il nostro cammino di fede.
Con la Madre Generale abbiamo concordato che una data sarà all’interno del settenario dell’Addolorata, celebreremo in una mattina alla Messa delle ore 10.00, una Messa particolare con questa intenzione, appena possibile daremo la comunicazione della data alla Madre Generale in maniera tale che possiate anche voi eventualmente invitare qualche persona.
Si continua con la preghiera del Padre Nostro, tre Gloria al Padre, l’Eterno riposo.
La preghiera del padre: Signore Gesù premio e corona di giustizia….
Prima di procedere alla benedizione del loculo, spiego brevissimamente quello che è accaduto perché le Suore che non erano presenti ci tengono. La ricognizione trova in questo momento la sua conclusione, è iniziata più di un mese fa con la ricognizione, l’apertura della sepoltura originale, la pulizia delle ossa e il trattamento di disinfestazione e di consolidamento per la migliore conservazione. Questo è stato fatto…
Oggi abbiamo proceduto nella ricomposizione nella nuova cassetta ridotta di tutta la parte che deve essere conservata per molto tempo, le ceneri che sono state rinvenute; e perciò con il tribunale nella presenza di Don Marco Gianola si è proceduto alla chiusura non soltanto canonica ma sono stati posti i sigilli che manterranno la garanzia della inviolabilità del feretro.
Poi la pergamena che è stata messa all’interno con la storia di quanto è avvenuto: l’hanno firmata il delegato episcopale Don Marco Gianola, il Prevosto Mons. Luigi Panighetti, la Madre Generale Sr. Antonina Sechi, la Segretaria Generale Sr. Carmela Pallaoro, e coloro che in maniera diretta hanno lavorato, il Medico Dott.ssa Anna Rita Traini, le infermiere Virna Colombo e Valentina Sisto e il Postulatore.
Mi permetto di fare un ringraziamento a tutti quanti, non capita spesso di dover lavorare insieme
con tanta disponibilità, accoglienza e serietà, quello che voi avete fatto…. la mia gratitudine per aver operato prontamente e con grande disponibilità…
E poi il tribunale: Don Marco ha lavorato molto per la preparazione… con molta cura, e le infermiere che hanno lavorato con molta dovizia e perizia nelle operazioni molto delicate che prevedono anche una certa competenza, manifestata – grandemente –, e così a tutti gli altri che hanno in ogni modo fatto.
Continuiamo la celebrazione con la benedizione del sepolcro.
Preghiamo:
Signore Gesù Cristo, che sei stato per tre giorni nel sepolcro, hai illuminato con la speranza della Risurrezione la sepoltura di coloro che credono in Te, fa’ risplendere sul nostro fratello Carlo, Sacerdote e Fondatore, la luce del Tuo volto e nella contemplazione di Te fa’ che egli possa risplendere nella gloria del Paradiso. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.
Mentre l’urna viene posta nel sepolcro le Sorelle cantano “Lodate Dio”
Quindi in silenzio viene seguita la sepoltura e la chiusura del loculo. Al termine il Postulatore conclude con la preghiera a Dio che custodisce a fianco a lui il nostro fratello Carlo Sonzini Sacerdote e Fondatore, e ora il suo corpo riposa nella pace; Cristo primogenito di coloro che risorgono trasformerà il nostro corpo mortale a immagine del suo corpo glorioso e ci chiamerà con la sua potenza…
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen
Segue la benedizione e “invocazione”: * Servo di Dio Mons. Carlo Sonzini – Prega per noi.
Anch’io voglio dire un grazie grande alla diocesi Ambrosiana nella persona di Don Marco Gianola, del Prevosto, del Postulatore e anche voglio ringraziare Don Francesco il Parroco di Malnate, il Parroco della nostra Parrocchia di Biumo Don Carlo, dove il Padre si trovava, la dottoressa, le infermiere, le Sorelle tutte e tutte le persone che hanno collaborato: il Signore le ricompensi e le ricompensi anche il nostro Padre Fondatore.
A noi Ancelle dico: «Questo evento ci deve un po’ rinnovare nello spirito, di quello che il Padre voleva, soprattutto di vivere e di incarnare nella nostra vita i suoi insegnamenti.
Grazie, grazie a tutti».
Per 43 anni ha confessato in quel confessionale e per 43 anni ha celebrato in questo Altare della Madonna Addolorata. Lui era molto devoto della Madonna Addolorata, tant’è che la sua tipografia, dove ha fondato il “Luce” era intitolata all’Addolorata.
D) Qual è il motivo per cui merita di diventare Santo?
R) Il motivo per cui merita di diventare Santo è perché si è interessato delle periferie, come direbbe Papa Francesco, della promozione umana e cristiana della donna. Varese era diventata Provincia in quegli anni, quindi c’è stata una forte immigrazione dal Veneto in Lombardia – in modo particolare a Varese. Queste ragazze erano allo sbando e lui attraverso il confessionale ha capito i loro problemi. Grazie
Testo della lapide:
Qui
Deposte le spoglie mortali
Aspetta la risurrezione
Il Servo di Dio presbitero Carlo Angelo Sonzini
Nato a Malnate
Di questa insigne Basilica
Canonico per 43 anni
Prelato Domestico di Sua Santità
Padre amabile
E provvido Fondatore
Della Congregazione delle Ancelle di San Giuseppe
Morì il 5 febbraio 1957
All’età di 79 anni
I Varesini
Il 22 giugno 2018
Posero questo monumento
Pace Perpetua