Ancelle di San Giuseppe Lavoratore
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Il Museo intitolato a Monsignor Sonzini

 

La nostra missione è accogliere e assistere, alla luce dei valori cristiani, la donna lavoratrice lontana da casa. Questo mandato, questa vocazione, sono  già sintetizzati nelle Prime Norme di quella che sarebbe diventata la nostra Congregazione. Don Sonzini le scrisse nel 1937, dopo che ebbe chiamato le prime di noi, umili ex domestiche, a collaborare all’apostolato sociale in favore della donna a Varese, educandole e formandole per questo compito così importante. Scrisse don Sonzini: “Le figliole che si dedicano all’assistenza delle domestiche a Casa San Giuseppe si consacrano a servire Gesù nelle giovani che verranno a cercarvi ospitalità e alloggio”.


Al centro del nostro apostolato ci sono dunque le donne lavoratrici sole. Ai tempi di don Sonzini erano giovani contadine provenienti dalla Bassa Padana o dal Sud d’Italia. Con il passare degli anni e con le trasformazioni dell’economia ad esse si sono aggiunte anche operaie, impiegate, infermiere, insegnanti, studentesse, badanti. E i loro luoghi di provenienza si sono moltiplicati. Oggi arrivano anche dall’Europa dell’Est, dall’America Latina e da altri continenti, perché il mondo ha allargato le sue frontiere. In un caso come nell’altro queste donne vengono da Paesi dove non c’è lavoro per loro. Devono inserirsi in una città sconosciuta, in un contesto sociale e culturale diverso da quello del loro Paese di provenienza. E oggi come ai tempi di don Sonzini hanno bisogno di un luogo sereno di accoglienza, di un punto di riferimento sicuro, anche per il  tempo non dedicato al lavoro.


Nelle nostre Case abbiamo sempre offerto loro la possibilità, oltre che di sentirsi in famiglia, di seguire corsi di formazione professionale e di cammino catechetico, e anche di avere sane occasioni di svago. Era già volontà di don Sonzini, negli anni ’30 del Novecento, che si proiettassero filmati alle ragazze, che si organizzassero gite, che si tenessero rappresentazioni teatrali, che si facesse musica (il pianoforte è una presenza d’obbligo nelle nostre Case!).
Il rapporto di vicinanza e di affetto che ci unisce alle ragazze che sono state o sono ospiti delle nostre Case si può toccare con mano a Varese, nella nostra Casa generalizia, dove accogliamo alternativamente, ogni domenica, giovani dell’America Latina, dello Sri Lanka e delle Filippine, e loro famiglie, che partecipano alle celebrazioni liturgiche. Queste ragazze riempiono di gioia e di allegria la nostra Casa con i loro abiti dai colori festosi e con la loro innata esuberanza, e ci trasmettono la certezza che il nostro apostolato ha ancora e sempre ragion d’essere, malgrado le nostre ormai povere forze.

 

Per una evoluzione naturale della nostra missione, ci siamo trovate ad offrire assistenza anche a un’altra categoria particolare di lavoratrici: alle domestiche anziane e alle domestiche  o alle parenti anziane dei sacerdoti ormai scomparsi. Dando inoltre voce a un desiderio profondo che abbiamo colto negli anni di malattia del nostro Padre fondatore, al quale siamo state vicine con profonda dedizione e riconoscenza, offriamo accoglienza e assistenza anche ai sacerdoti anziani, malati, soli, poveri.